[LT] Theodor Bastard – Vetvi

Vetvi

Dopo una lavorazione durata ben tre anni, il collettivo di San Pietroburgo guidato dalle figure carismatiche della singer Yana Veva e del polistrumentista/compositore Fedor Svolotch è infine tornato con l’atteso nuovo album, ennesima release di una carriera discografica iniziata nell’ormai lontano 2000. “Vetvi”, magnificamente confezionato in uno slipcase contenente il digipack con ampio booklet, usciva ormai un anno fa, segnando una nuova vetta nella pregiata discografia di un ensemble sempre più dedito a sonorità etniche, tanto intrise della cultura e della tradizione della madre Russia quanto libere di andare oltre un background così importante. Riunita attorno ai membri principali un’ampia schiera di musicisti per completare il sound con le preziose sfumature apportate da un’intera pletora di strumenti, come gusli, santur, ghironda, scacciapensieri etc., unitamente ad una base importante fornita da tastiere, strumenti a corde (chitarre, violino, violoncello, arpa etc.) e percussioni di svariate tradizioni, i Theodor Bastard confezionano il loro lavoro più riuscito, inanellando dieci brani carichi di sentimento magistralmente guidati dalla magnifica voce di Yana, la cui abilità nell’arrangiare una lingua non facile come il russo è ai massimi livelli. Ogni canzone è un gioiello che splende di luce propria, dalle movenze placide dell’iniziale “Umbraya Erze” – capace di crescere con toni epici intrisi di passione – all’immane estro applicato alla tradizione della conclusiva “Colodec”, passando per momenti memorabili come l’elegante ed intensa “Salameika” ed una “Aion” in grado di combinare classe e possanza elettrica col quel consueto eclettismo che testimonia delle grandissime capacità del combo. In un lavoro privo di qualsivoglia sbavatura, rifinito alla perfezione sia a livello di resa sonora che di performance individuali senza mai rischiare la freddezza delle iperproduzioni, ogni singola traccia vale il prezzo dell’acquisto, e godere dell’indiscutibile bellezza di frangenti quali la title-track (song scelta per l’ottimo videoclip che porta in sé piacevoli residui di quell’elettronica sfruttata dai Nostri soprattutto nel primo periodo), una “Kukushka” suadente che ben si presta alle mille sfumature vocali di cui è capace Yana, la sottile e fiabesca “Niti” o “Veter”, così ammaliante nel suo taglio trip-hop e nei vocalizzi dell’ospite Namgar Lhasaranova, sarà motivo di autentico piacere per chi si presterà all’ascolto. La caratura del songwriting ed il livello tecnico/esecutivo espressi dai Nostri sono fattori che non possono passare in secondo piano, ed anche se nel filone legato alle sonorità folk e tradizionali vi sono act molto più considerati dalla scena gothic/dark, oltre che nomi ben più ligi ad un purismo comunque importantissimo, non è davvero più il caso di sottovalutare un nome come Theodor Bastard, che assieme ad altri illustri collettivi della medesima area geografica come Flëur e Caprice ha proposto e continua a proporre musica di una qualità, di un’onestà intellettuale e di un livello semplicemente superiori. Da avere, senza esitazioni.

Roberto Alessandro Filippozzi


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